Non ci fermiamo qui

5 Luglio 2007 2 commenti

La notizia del licenziamento è stata un duro colpo, per voi e per noi. Pur essendo prevedibile, pur se appariva scontato che le speranze di risentire il G su Radio Blu fossero minime, quelle speranze c?erano ancora, e adesso sono definitivamente sfumate.
Comprendiamo quindi che il momento sia difficile, e che qualcuno abbia la tentazione di archiviare la nostra ?azione? come conclusa, perché ormai ogni obiettivo possibile ci è precluso. Ma a pensarci bene, questo modo di agire costituirebbe un controsenso: perché, come abbiamo sempre detto, noi non ?combattiamo una guerra? contro qualcuno, noi siamo un gruppo di persone che si sono unite per sostenere il G in questo momento così critico.

Fin dall?inizio abbiamo deciso di agire principalmente in due modi: protestando civilmente con la proprietà e diffondendo la notizia di quello che stava accadendo.
La prima iniziativa non ha ovviamente ragione di continuare, visto l?atteggiamento della proprietà durante tutta questa spiacevole vicenda. Pur non avendo ottenuto nessuna risposta diretta, ci sentiamo però di dire che non è stata inutile: ha fatto sentire il nostro affetto al G, e ha fatto sentire la nostra voce di ascoltatori che dissentivano, invece di accettare docilmente questo arretramento culturale della radio.
La seconda, invece, deve continuare più forte di prima: perché adesso l?ingiustizia morale ed etica è palese, e la mancanza di rispetto verso un personaggio pubblico ed i suoi sostenitori non può più essere camuffata da ?incomprensione?, ?allineamento alla linea editoriale?, ?temporaneo periodo di assestamento?.
E? ovvio infatti che, fin dall?inizio, l?obiettivo della proprietà fosse quello di liberarsi del G, obiettivo che è stato poi portato a termine in un modo disumano.

Ecco quindi che non intendiamo fare un solo passo indietro da quelli che erano e sono i nostri intenti: far sapere a tutti quello che è successo, rendere partecipi tutti i toscani di quello che hanno perso, nell?ambito dello spettacolo e della cultura, e di come lo hanno perso, cioè subdolamente, senza una parola di spiegazione. Il perché lo abbiano perso, rimane tuttora un mistero.

A questo scopo stiamo organizzando, entro pochi giorni, un incontro con tutti i partecipanti al blog che fossero disponibili a dare il loro contributo, in cui discutere insieme le prossime iniziative.
Chiunque volesse partecipare può scriverci come sempre al nostro indirizzo gruppo.g@tiscali.it , e sarà prontamente ricontattato per conoscere tutti i dettagli.
Vi aspettiamo!

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Non dimenticate neanche la serata del 28 al Wimpy Club, sarà un?ocasione per ritrovarci tutti insieme e ritrovare anche, dopo tanto, il Sondazzo? finalmente!

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Senza parole

2 Luglio 2007 103 commenti

Beh, alla fine quello che tutti temevamo è successo davvero. Non avendo parole per commentare l?accaduto, ci sembra giusto riportare qui l?ultimo post del ?G?, perché sia lui a raccontarvi come sono andate le cose. Lasciamo a voi i commenti.

Da ciaog.blog.tiscali.it:

2 luglio 2007.
CHI APPARTIENE ALLA VERITA’ NON SARA’ MAI SCHIAVO DEL POTERE.

Potrà apparire strano che io intitoli così questa pagina di diario.
Ma perché strano?, chiederà qualcuno. E’ una bellissima frase, un concetto profondo e universale, vero.
No, no, non è questa la stranezza. Condivido in pieno quelle parole. Lo strano è che si tratta di una frase pronunciata proprio ieri dal Papa, e che, colpito, mi ero segnato per servirmene alla prima occasione.

Come sapete io non sono molto vicino ai concetti papali di solito, ma la mia nota imparzialità mi fa prendere il buono anche dove poco prima ho trovato del marcio. Quindi l’ho preso.
E l’occasione?
Quella si è presentata subito, guarda caso, così della frase in questione non ho potuto che fare il titolo di questo scritto.

In tre parole: SONO STATO LICENZIATO.

In data 29 giugno era partita una raccomandata che mi è arrivata solo oggi, e in cui mi si licenzia in tronco da Radio Blu per una causa che chi mi scrive definisce giusta.
Il concetto di ‘giusto’ è evidentemente molto soggettivo. Lascio a chi legge interpretare.

Finisce così definitivamente un’avventura durata quasi 25 anni, in cui ho dato tanto di me stesso a un microfono. Ho dato tutto.
Ho anche preso tanto. Non soldi: c’è ancora qualche stupidotto che mi scrive rinfacciandomi lauti stipendi… E magari va allo stadio ad inneggiare a mutandati multimilionari.
No, ho preso tanto da voi, e siccome io sono uno solo e voi una moltitudine, forse ho preso più io da voi che voi da me. Anche se ognuno ha avuto con sé il proprio “G”, il suo “G” personale, e ne ha fatto giustamente l’uso che più e meglio gli è parso.

E’ ovvio che io non pianga per come lascio la radio. Non quella attuale. Ma se lo sguardo del mio ricordo ripercorre le infinite imprese, a volte leggendarie, che abbiamo vissuto GANZAMENTE INSIEME, allora…
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Succede anche a voi?
Lo sapevo.

Siamo stati una cosa sola per tanto tempo che sembra impossibile doverci separare.
Ma da quello che mi arriva, da quello che sento ogni giorno dalle vostre parole, dai vostri sguardi, dalle vostre strette di mano, capisco che adesso noi siamo uniti più di prima.

Come al solito quel signore che mi scrive, l’Amministratore Unico, si inventa circostanze facilmente confutabili.
Mi dice che le mie esternazioni in diretta ‘sono continuate nonostante i reiterati tentativi da noi posti in essere per cercare di farLe tenere un atteggiamento e un comportamento più corretto e più consono’.
(Mi danno del Lei con la L maiuscola ma mi trattano con la g minuscola!).

Ma quali reiterati tentativi! Ho scritto e riscritto IO alla proprietà, alla direzione ecc., facendo presenti i miei problemi di trasmissione e mai mi è stato risposto se non picche. E solo una volta, in una raccomandata del tutto pretestuosa risalente al 19 marzo, mi si richiedeva moderazione nei confronti dell’emittente. Io mi adeguai, ma furono loro a non moderarsi, riducendomi a una larva di conduttore e distruggendo, radendo al suolo letteralmente la mia immagine pubblica. “G”round Zero.
A quel punto se, privo di risposte dalla proprietà, ho esternato i miei disagi e quelli degli ascoltatori col mio solito fare ironico, credo di avere fatto il minimo. Il massimo sarebbe stato… Fate voi.

E, attenzione, non gli basta licenziarmi: si riservano anche ogni azione nei miei confronti nelle opportune sedi al fine di ottenere ‘il risarcimento dei danni da Lei procurati col Suo illegittimo comportamento’.
Altro concetto molto soggettivo, quello dell’illegittimità… Quello del ‘danno’ poi…

Non è che io non sappia ciò che ho detto in diretta. Ho le registrazioni. Ho le trascrizioni. E, riascoltandomi, non ho potuto che sorridere: non c’è proprio niente di offensivo. Qualche ‘legittima’ battuta nel mio stile e qualche opinione degli ascoltatori. Ah, se avessi letto anche i messaggi più crudi…

OK, signori, se volevate creare un martire ci siete riusciti.
I martiri sono quegli uomini e quelle donne che non chinano la testa, e preferiscono andare al rogo piuttosto che rinnegare le proprie idee.
Ma attenzione: i martiri hanno fatto bene sempre e solo alla propria causa, mai a quella dei loro aguzzini.

Perché chi appartiene alla Verità non sarà mai schiavo del potere.
Grazie, Benedetto, una volta tanto.

“G”

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Possiamo dunque aggiornare le ormai famose parole del nuovo proprietario:
“Il divertimento è la prima cosa a guidare me, i miei collaboratori e i miei… 99 dipendenti”

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Siamo nell’era della comunicazione globale.

27 Giugno 2007 147 commenti


Ma c?è qualcosa di vero dietro queste parole scontate?

Indubbiamente la tecnologia ci permette di avvicinare luoghi lontanissimi, e ogni angolo remoto del pianeta sembra qui, a portata di mano. Miliardi di messaggi, sms, mail, corrono instancabili sulle reti per raggiungere miliardi di utenti.
Tutti, se lo vogliono, possono comunicare con tutti. Ma per dirsi cosa?
Una tale facilità di contattarsi dovrebbe favorire un interscambio di nozioni, pensieri, notizie? allora perché il mondo va avanti nell?indifferenza, e ignoriamo perfino quello che succede nell?appartamento del nostro vicino?
Perché manca un elemento fondamentale della comunicazione. Abbiamo mittenti, abbiamo destinatari, abbiamo mezzi: ma non abbiamo il messaggio.
Girano parole senza significato, discorsi vuoti, banalità clonate e ripetute fino alla noia. Siamo riempiti ogni giorno di slogan che ci stordiscono allontanandoci dalla realtà invece di mostrarcela: avviene sui giornali, sulle tv, nelle pubblicità, su ogni genere di media. Compresa, appunto, la radio.
Certo questo scenario desolante non rappresenta la totalità dei nostri media? ci sono (c?erano?), da qualche parte, sparuti combattenti che lottano per parlare davvero alle persone, e trasmettere non solo onde ma concetti, sensazioni, emozioni. Inutile dire che il G fosse l?esponente più illustre di questo modo di fare radio, e proprio per questo l?affetto e l?attaccamento che ha suscitato nel suo pubblico non possono essere paragonati a quelli di nessun altro programma o personaggio pubblico, per quantità e qualità.
Oggi che questo ultimo baluardo è stato brutalmente attaccato, credo che il mezzo migliore per sostenerlo sia proprio sfruttare il nostro stesso nemico a nostro vantaggio: la comunicazione.
Parliamo del G. Parliamone ovunque, in rete e di persona, per la strada e sul lavoro, mandiamo lettere ed email, scriviamo a giornali e trasmissioni, distribuiamo volantini. Non lasciamo che nessuno ignori l?atteggiamento vergognoso della nuova proprietà di Radio Blu. Denunciamo a tutti lo schifo di cui siamo testimoni.
Oggi abbiamo avuto un altro piccolo risultato, un articolo su un quotidiano che descrive la situazione e dimostra la mancanza di una risposta precisa della proprietà alle nostre continue domande e sollecitazioni. Ma noi vogliamo che questo sia solo l?inizio: diamoci da fare perché ovunque si parli del G!

Ricordati di firmare la petizione on line Per il “G” su Radio Blu Prosegui la lettura…

La morte definitiva di radio blu

22 Giugno 2007 279 commenti

Continuare il cammino…

20 Giugno 2007 87 commenti


Non è facile trovare le parole per riaprire il blog…per tutti noi che vogliamo bene al G gli ultimi 3 giorni sono stati riempiti da tristezza e riflessioni, da pensieri su temi enormemente più grandi di noi e tremendamente incomprensibili per la mente umana, ma la vita va e deve andare avanti, come ci ha insegnato il G lunedi con una trasmissione che non dimenticheremo mai.
Grazie ancora G per quello che ci hai dato e ci stai dando, ti assicuriamo che questo grande tesoro non andrà perso, ed è per questo che vogliamo guardare avanti tenendo nel cuore anche il ricordo di questo momento triste…
E per riprendere il nostro cammino pubblichiamo una bella e significativa testimonianza arrivata nei giorni scorsi alla mail del Gruppo G :

Ciao ragazzi, scrivo mediante questo indirizzo di posta elettronica sperando alcuni di voi possano condividere con me alcuni punti di vista su quel grande personaggio che la radiofonia toscana ci ha regalato e voglio sperare ci regali ancora, cioè il gran maestro del ?G?.
Non interesserà a nessuno, me ne scuso in anticipo, mi chiamo Paolo ho 44anni sono di Pisa, sono un non vedente uso programmi vocali che mi permettono una navigazione quasi perfetta, tuttavia nel blog vi sono campi di scrittura non molto accessibili ecco perché ritengo opportuno scrivere qua scusandomi in anticipo per errori di battitura. Non vorrei spendere le solite parole di rito, cioè: il G fa ridere, il G è simpatico, il G ci rende felici o altro!
Il G sopratutto è un grande uomo buono d’animo, comprensivo e, oggi come oggi, anche troppo paziente. Tutti noi nella vita di ogni giorno abbiamo attraversato momenti no, momenti di grave sofferenza fisica o psichica e chi più ne ha più ne metta. No! No! Non fraintendiamo, il mio amico ?G? non è un medico di famiglia o altro, che cura un mal di testa o un momento di depressione, forse sono un poco monotono, ma è certo che in questi anni ci ha aiutato in un modo o nell’altro un po? tutti.
Da quando avevo circa 15 anni anch’io ho collaborato in molte radio di Pisa e provincia, vedi radio Monteserra che ora non esiste piu, radio Pisa International che ora non esiste più, radio Incontro nella quale ho lavorato per anni facendo animazione, musica e imitazioni e avendo molto ascolto, non per vantarmi.
E avrei voglia di riprendere, magari avessi la possibilità acquisterei numerose frequenze in Toscana e fonderei una emittente chiamata radio G, nome di una vecchia emittente radiofonica pisana…
Ho divagato anche troppo per dirvi che oggi come oggi mantenere una radio è cosa veramente dura, così che radio Blu è stata venduta a questa proprietà che in svariati anni rilevava molte altre emittenti in Toscana. Questo editore io lo conosco abbastanza bene: egli concepisce il mezzo radiofonico come cavolo gli pare, pubblicità a sazietà comprando programmi qua e là e interventi pubblicitari tipo televisione commerciale, con quello che ti fa perdere peso o ti fa smettere di fumare? Allora ben vengano queste pubblicità, faccia pure, signor Bessi, lei è il direttore! Ma si ricordi che abbiamo sul palcoscenico radiofonico toscano un grande artista che, sì, potrebbe avere rotto le palle a volte a delle persone in quelle che il G battezza come provocazioni telefoniche (e non scherzi), ma comunque si ricordi, amico mio, e ricordatelo anche voi che non amate il G e non lo avete mai voluto ascoltare, ricordate che il Sondazzo era anche momenti di vera e propria commozione e approfondimento. Prendiamo d’esempio persone anziane con numerosi problemi di solitudine o fisici, il G si soffermava molto più del tempo del Sondazzo, per dare a queste persone parole di conforto e senza dubbio molta gente avrà riflettuto e si sarà commossa.
Sì, a me il ?G? faceva molto ridere. Il ?rompere le palle? a persone, ripeto, sempre con la professionalità del G faceva parte di un modo di far radio che, sfido chiunque, sulla faccia della terra non ha mai fatto nessuno. Imitazioni o altro, quello sì! Ma il G è il G! Caro signor Loriano Bessi, Media Hit e radio Cuore.
E il puzzo di stampa? E le varie riflessioni sulla vita di tutti i giorni? E? di tutto un po??
Egli vedendosi segato con il Sondazzo da Marzo inaugurava il G contro tutti. Digerire il G senza Sondazzo era un casino! Ma noi ascoltatori affezionati da oltre 24 anni stavamo a malincuore per chiudere un occhio quasi rassegnati e incazzati ma così è la vita. Poi ci hanno tolto anche questo e allora come dice l’inculino del piano di sotto: ora basta non se può più!
Invito chiunque ad agire con me, facendo articoli su giornali, intervistando il G in televisione, mettendo a conoscenza tutti di questo furto radiofonico che il signor Bessi ci ha voluto fare. Invito a lottare nel modo più costruttivo affinché il G torni presto a deliziarci i timpani.
Con chi mi volesse contattare sia per email che per telefono al 3392577714 sarei disponibile per organizzare qualsiasi forma di protesta e iniziativa per cercare di valorizzare il G.
Ciao a tutti,
Paolo Masi da Pisa.
ondecorte@fastwebnet.it

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R.I.P.

17 Giugno 2007 Commenti chiusi

Le nostre più sentite condoglianze AMICO G.

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Una storia sportiva…

15 Giugno 2007 40 commenti


Una volta in ambienti di sport si usava dire “squadra che vince non si cambia”. Complice una cultura sportiva sempre meno nobile (calciopoli e il doping nel ciclismo ne sono chiaro esempio), questo modo di dire è evidentemente passato di moda.
Capita infatti che la prestigiosa squadra Bluteam cambi proprietario. I risultati della squadra fino a quel momento sono stati straordinari: anche se le risorse erano esigue, i calciatori hanno giocato con passione e fantasia, guadagnandosi il rispetto e l?ammirazione dei tanti tifosi.
Nonostante ciò, il nuovo presidente decide, con mossa geniale, di relegare in panchina il fuoriclasse della squadra, per di più senza un motivo valido, se non il famigerato ?i soldi li caccio io e qui comando io?. Non contento, quasi a volerlo umiliare, gli concede di entrare in campo a fine partita, giusto pochi scampoli di gara a risultato ormai compromesso…
Ma l’enorme talento del nostro è tale che anche in quei pochi minuti è capace di giocate mirabolanti, che infiammano il pubblico e rendono evidente la mediocrità dei suoi compagni: ecco allora che con “tafazziana” decisione il presidente provvede a metterlo “temporaneamente” fuori rosa.

Niente da eccepire, il capo è lui, per cui…

Mi tornano alla mente le parole profetiche di un suo compagno (?) di squadra, che disse: “col nuovo presidente ci sarà sicuramente un bel cambio di passo”. E? innegabile che avesse ragione: il cambio di passo è stato lampante, tanto che la squadra ha cominciato a perdere punti e posizioni in classifica e che lo stadio è andato svuotandosi di domenica in domenica. Il pubblico infatti vi si recava per ammirare le splendide giocate del Grande fuoriclasse, e non certo le banalissime trame di gioco catenacciare della squadra odierna?
Adesso il “profetico” compagno di squadra ha avuto dal nuovo presidente tutto lo spazio che sempre desiderava ma che la precedente dirigenza non gli dava, e non perde quindi occasione per elogiare i nuovi capi, anche se questo comporta di negare l’evidenza, e cioè che la squadra sta andando a rotoli. Minimizza, dicendo semplicemente che si tratta di un fisiologico calo di forma, che si è riscontrato in tutte le stagioni… ma in cuor suo teme una clamorosa retrocessione della squadra, che coinvolgerebbe anche lui in modo pesante.

A questo punto cosa farebbe un presidente intelligente? Certamente tornerebbe sui suoi passi, cercando in qualche modo di raddrizzare la situazione.
Ma chissà se a vincere sarà l’intelligenza, o se invece l’orgoglio e la cocciutaggine impediranno al presidente una saggia ammissione degli errori commessi?
E chissà se basteranno gli annunci a pagamento sul giornale locale per convincere i tifosi che la squadra è entusiasta dei mediocri risultati ottenuti…
La speranza di tutti noi appassionati del bel gioco e della tecnica sopraffina è che avvenga un miracolo e che la gloriosa Bluteam torni agli antichi fasti.

Naturalmente, ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale…

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Una settimana di assenza… forzata.

9 Giugno 2007 109 commenti


Si conclude oggi la prima settimana di assenza forzata del ?G? dalla radio, una settimana di ferie non richieste.

Una settimana di pausa per ogni persona che aveva fatto di quella voce una parte importante della propria giornata, un?abitudine, che giorno dopo giorno ha accompagnato migliaia di vite.
Una pausa dal divertimento, dal conforto, dalla riflessione.
Una lunga pausa, divisa tra rabbia e dispiacere per la mancanza di un amico, di “uno di famiglia”…

Per ognuna di queste vite che ogni giorno si intrecciava alle altre (mi piacerebbe non dover usare il passato…), in quelle quattro ore ci sarà stata una sensazione particolare, amara ma personale, perchè il ?G? è entrato a far parte in maniera diversa di tutte queste persone, a loro volta diverse ma forse anche tanto simili?

Ecco, sarebbe bello se in questo post ognuno di noi riuscisse a tirare fuori quello che ha provato nel sentire la radio così vuota e priva di significato.

P.S.: Consiglio di sottofondo a questo post la canzone “Vite” di F.Guccini

Il coraggio e la forza di un NO !

7 Giugno 2007 172 commenti


Nelle lunghe riflessioni in questi giorni di banale radiofonia, ho capito che
molti avrebbero sperato che anche il ?G? chinasse il capo, sottomesso alla
triste legge ( non scritta ) del più forte.
In fondo l’italiano medio solitamente lo fa, un po’ per necessità, un po’ per
naturale predisposizione al servilismo opportunista, un po’ perché fa parte
della nostra cultura (basta guardarsi intorno per accorgersene).
Per molti la dignità, la coerenza, i valori e gli ideali si possono facilmente
mettere da parte, per ottenere o mantenere un privilegio, o anche semplicemente
quello che si ha…
Accade però che a volte qualcuno non accetti tutto questo.
Che decida di contrastare questo naturale corso delle cose, magari rischiando,
e mettendo in gioco una posta molto alta.
E con temeraria volontà inizi una lotta contro i potenti, che con l?influenza e
il denaro comprano tutto e tutti?
E? allora che, come chiunque si opponga ai ?poteri forti?, si ritrova solo.
Perché gli amici (quelli falsi) e i colleghi, schiavi di questo status nel quale
conviene adeguarsi e non fiatare, nel migliore dei casi gli voltano le spalle,
nel peggiore iniziano a trattarlo come un folle, temendo che il suo
atteggiamento così fuori dalle ?regole? possa nuocere anche al loro quieto
vivere, e danneggiare il loro piccolo orticello. Così, per ingraziarsi il
potente di turno e rimarcare la loro estraneità al tutto, isolano il
?dissidente? e se possibile lo contrastano.
E’ sicuramente una strana coincidenza che proprio due giorni fa, primo giorno
delle ferie forzate del ?G?, fosse il 4 giugno, 18° anniversario della strage di
piazza Tien An Men.
Rivedo davanti agli occhi un?immagine tanto cara al nostro amico ?G?, che
l?ha sempre ritenuta una delle più belle e significative del secolo scorso: quel
piccolo ragazzo cinese in camicia bianca, che da solo si mette davanti a una
colonna di carri armati, bloccandone la marcia… Nessuno ha mai saputo chi
fosse quel ragazzo cinese, la protesta degli studenti di Tien An Men fu repressa
nel sangue? Però?
Però da quel momento il corso della storia sarebbe cambiato, sia in Cina che
altrove, dimostrando che, talvolta, anche quelli che i pigri conformisti
definiscono pazzi (o sciammanati?) solo perché non lasciano che tutto gli
scorra addosso, quelli che all’apparenza sembrano i più deboli, possono riuscire
a sconfiggere l’ingiustizia dei potenti.
Ecco, noi al fianco del nostro ?G? ci sentiamo tutti piccoli “omini”; che
affrontano un nemico enormemente più forte, per nulla intimoriti perché
consapevoli della forza della nostra causa, perché qualcuno ci ha insegnato a
dire di no ai soprusi, insegnandoci a ragionare sempre con la nostra testa. E
nessun esilio forzato dai microfoni del nostro AMICO potrà fermarci.

chiunque voglia rendersi utile o partecipare
a qualsiasi nostra iniziativa può contattarci all’indirizzo:

gruppo.g@tiscali.it

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La morte di RadioBlu

2 Giugno 2007 109 commenti


Ascoltavo la radio e non potevo crederci.
Dove sono tutti quei pomeriggi trascorsi sulle note più belle, quelle della
fantasia? E’ davvero possibile che tutto questo sia finito, che non ci sarà
mai più? E’ davvero possibile che sia finita un’era? Come ha potuto qualcuno
gettar via tutto questo con tanta leggerezza!? Non contano davvero più
niente le emozioni, i sentimenti della gente? Contano solo i soldi e le
decisioni prese con la logica del denaro?
C’è un’amarezza palpabile nell’aria, una vera tristezza.
Signor “Editore”, perché lei non è capace di coglierla? Se ne fosse capace, non
avrebbe compiuto i passi che ha compiuto. Se ne fosse capace, avrebbe anche
il coraggio di tornare, su quei passi. Perché è sempre intelligente tornare
indietro quando si capisce che sia giusto farlo. Ma la giustizia, come la
intendo io, ha poco a che vedere con le logiche alle quali rispondono le
scelte imprenditoriali, questo lo so bene.
E quindi? E quindi a lei le sue scelte e noi la nostra tristezza, la nostra
amarezza, il nostro profondo dispiacere.
Ma non solo questo. A noi anche l’Amicizia, quella vera, che lega gli uni
agli altri e ci fa sentire parte di qualcosa di importante, di più prezioso
di qualsiasi patrimonio. E a noi anche la volontà di non fermarci, di
continuare a manifestare il nostro sdegno, fino in fondo, con orgoglio e
convinzione.
E a lei?
Qualcuno che lavora per lei ha scritto che “facevamo pena” quando alcuni di
noi hanno protestato attaccando uno striscione. Beh, a me fa pena quella
persona. Chissà da quanti secoli non gli capita di condividere emozioni come quelle che animavano quei ragazzi. E francamente provo pena anche per lei, perché la immagino circondata e vezzeggiata proprio da persone di quel tipo.
Si salvi, è in tempo. Perché al momento, malgrado le apparenze, è lei lo
sconfitto, non noi.
A noi in mano resta tantissimo, a qualcuno invece resta solo carta, carta
che magari vale molto, ma fondamentalmente carta rimane.
Radio Blu non è morta, Radio Blu è stata uccisa, con un omicidio legittimo
per il quale non verrà celebrato nessun processo, ma per il quale non si può pretendere il nostro silenzio.

Ci dispiace, ma noi abbiamo ancora un cuore.

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Una raccomandazione agli utenti del blog, non scendiamo
al loro livello, la protesta deve essere civile anche se ferma e decisa.

E’ il nostro modo di dimostrarci superiori.

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